Il fast food unto che più unto non si può.

Purtroppo nei primi giorni di permanenza a Londra Mr.Cuong non aveva provveduto a montare la cucina (ciò ovviamente ha fatto sì che ottenessi uno sconto sull’affitto,(maledetto napocinese non penserai mica che io non ti faccia pesare il fatto che devo mangiar fuori durante la negoziazione?). Quindi assieme ai coinquilini dovevamo adattarci per trovare un posto dove mangiare a modico prezzo,certo se avessi un sacco di soldi il mio autista in livrea sarebbe venuto a prendermi a bordo di una Maybach e avrei pasteggiato in uno dei ristoranti londinesi di Gordon Ramsay,ma almeno per adesso non posso permettermelo.Così abbiamo optato per un salto al Dallas Chicken and Pizza,del resto come vedete dalla foto è impossibile resistere ad un’insegna di cotanta bellezza.

Il ristorantino gestito da dei simpatici indiani che mi ricordano troppo Apu del Kwik-e-Mart offre anche la possibilità di consumare il succulento pasto sul posto ma abbiamo preferito evitare anche perchè altrimenti avremmo dovuto sabbiare gli indumenti che indossavamo,oltre a far sabbiare noi stessi,sembra che dopo una permanenza superiore ai 10 minuti sulla pelle del cliente si cominci a formare un principio di panatura.

Il menù dei simpatici indiani si basa su Hamburger-Pollo-Pizza-Patatine-Onion Rings,la Mecca di ogni salutista insomma…

La prima volta abbiamo deciso di prendere 2 pizze grandi da 15″ con le patatine come contorno.Con £9.99 si ricevevano una pizza alta 3 centimetri con 4 ingredienti a scelta,una bottiglia di soft drink di 2 litri.Il risultato finale è che arrivato a metà Pizza ho cominciato ad avere le allucinazioni e a distanza di 15 giorni imputo a quella stessa pizza ogni rutto che supera i 50 db.

Sprezzanti del pericolo sabato scorso siamo andati a vedere una partita nel Pub qui accanto,(sì,quello dove nel giardino fumano l’erbapipa,ma del resto se non frequento i bar più loschi della zona non mi sento a mio agio) e aproffittando del fatto che pur non servendo cibo permettono di portarsi da mangiare da fuori,durante l’intervallo siamo andati a trovare nuovamente i nostri amici indiani optando stavolta per 2 supermenu da dividere in 4 ad un costo totale di £19,98,insomma meno di 5 pound a testa. Ogni meal comprendeva 4 porzioni di patatine più salse a richiesta (ketchup,maionese,salsa barbeque),4 alette di pollo,4 alette piccanti e 6 pezzi di pollo fritti delle dimensioni e temperatura di una nana gialla e di un FU (fattore untosaggine) di 0,2/fdc,dove per 0,2fdc si intendono i secondi che la pietanza in questione impiega a rendere trasparente un fazzoletto di carta venendo a contatto con esso. In questi momenti sono contento che i vari apparati non abbiano il dono della parola altrimenti il mio apparato digerente avrebbe proferito nei miei confronti una serie di insulti da far sembrare complimenti le frasi dette  dai tifosi del Barcellona a Figo la prima volta che si presentò al Camp Nou con la maglietta del Real Madrid.

Insomma se il conduttore di Man vs Food http://en.wikipedia.org/wiki/Man_v._Food avesse intenzione di girare una stagione in Europa dovrebbe passare da Dallas Chicken and Pizza nella tappa Londinese,magari fermandosi prima per una birra e una visita alla zona fumatori del pub nelle vicinanze per stimolare l’appetito.

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